venerdì 23 gennaio 2015

CONTINUANDO A PARLARE DI VITI



Tra le varie tipologie di viti ce n’è una un po’ particolare che ha la possibilità di essere coperta da un tappino colorato, per cercare di nasconderla se si trova in una posizione in vista. 

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Naturalmente per poter effettuare l’accoppiamento tra il tappino in plastica colorata e la testa della vite, la cava dove si inserisce il cacciavite viene opportunamente modificata, praticando un forellino sul fondo dell’impronta Pozidriv, in cui si infila il pernino del cappuccio e da cui viene trattenuto.
Per motivi pratici non si possono produrre tutte le colorazioni per i tappini in plastica, ma si deve ovviamente operare una scelta e la MUSTAD ha optato per i 5 colori che si vedono a pagina 38, cioè un bianco ed un nero per potersi accoppiare agli elementi laccati nei colori analoghi.
Inoltre abbiamo tre sfumature di marrone: chiaro, medio e scuro per cercare di accoppiarsi al meglio ai vari colori dei legni usati in arredamento. 

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Essendo queste viti destinate soprattutto al fissaggio di elementi di una certa consistenza come: infissi, scale e rivestimenti con pannelli di un certo spessore, il dimensionamento delle viti è limitato solo ai diametri 4,5 e 5 mm. nelle varie lunghezze.

Una vite poco conosciuta è quella dotata di nervature frenanti, che la MUSTAD produce per fare in modo che nei contatti tra le teste delle viti ed i vari elementi di ferramenta (quindi un contatto metallo – metallo), si riesca ad evitare che, con le vibrazioni, le viti tendano a svitarsi.
Inoltre questi dispositivi sono utili perché la vite si blocchi appena raggiunge la sua sede, evitando così di rischiare di continuare a farla ruotare, distruggendo l’alloggiamento che la vite si era preparata, con il risultato che non farebbe più presa, annullando la sua funzione.

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Sono quindi dei prodotti destinati ad essere usati in quelle posizioni in cui ci sono parti in movimento frequente, come le cerniere degli sportelli, oppure parti che vengono calpestate e che subiscono un continuo effetto di carico/scarico del peso delle persone o dei mezzi che vi passano sopra.
Anche in questo caso, visto il loro utilizzo di nicchia, le dimensioni e le finiture delle viti in produzione sono contenute. 

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La prossima vite è un po’ speciale perché è dotata di una piccola punta da trapano nell’estremità che si conficca nel legno; questo evita di effettuare il preforo perché la vite se lo fa da sola e questo evita il rigonfiamento del legno dovuto all’inserimento dell’anima della vite, soprattutto nei legni compatti e nel Medium Density, oppure nei listelli dove il rapporto tra la larghezza del righetto e il diametro della vite è molto basso. 

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Un’altra occasione per usare questa vite è quando si devono effettuare dei fissaggi vicino al bordo, dove il rischio di rottura per rigonfiamento è molto alto se si usa una vite normale, senza effettuare il preforo.

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domenica 11 gennaio 2015

ALTRI TIPI DI VITI



Riprendendo la descrizione delle viti che il catalogo MUSTAD ci propone, possiamo vedere che, oltre alle viti TSP presentate precedentemente, troviamo anche le viti TSC (Testa Svasata Calotta), che sono più note come: viti con testa a “goccia di sego”, per la forma bombata della parte superiore della testa che ricorda appunto una goccia di quel grasso animale utilizzato fino ad un secolo fa per vari scopi.
Queste viti, che una volta erano molto usate soprattutto quando esistevano solo quelle con l’intaglio, oggi hanno un uso meno frequente e vengono prese in considerazione soprattutto per il fissaggio di maniglie o altra ferramenta, oppure per la posa in opera dei fermavetri. 

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Questo ha fatto in modo che la tipologia e le dimensioni di queste viti si siano drasticamente ridotte e, come potete vedere dalla pagina 26, sono rimaste solo due finiture: ottone lucido e nichel lucido; in compenso sono state aggiunte delle nervature sotto la testa che ne bloccano l’eventuale tendenza allo svitamento. 

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Un altro tipo di vite che viene spesso usata per il fissaggio della ferramenta sugli elementi in legno è la vite TC (Testa Cilindrica); poiché la testa non è svasata inferiormente, sono destinate a fissare elementi piatti (spesso di metallo), eventualmente supportate da una rondella, se è utile distribuire meglio la pressione della testa della vite.


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Poiché in falegnameria questo tipo di vite è destinato prevalentemente a lavori su elementi che stanno all’esterno, i trattamenti protettivi sono tra i più resistenti, come si può vedere alla pagina 28, pubblicata qui sotto.

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Restando nel campo dei serramenti, c’è un’altra vite che è stata adattata per ottenere uno strumento migliore per il fissaggio dei componenti di ferramenta per finestre, che sono sempre più stretti. La vite in questione è la TD CUT, che viene prodotta con un gambo elicoidale di 4 mm. di diametro ma, anziché la solita testa di 8 mm. di diametro (in genere la testa ha un diametro doppio del gambo), è stata ridotta a 7 mm.
Questa riduzione, accoppiata al diverso filetto elicoidale segmentato, che potete vedere a pagina 33, permette l’inserimento di queste viti anche vicino ai bordi dei profili in legno, senza provocare sgradevoli screpolature. Ovviamente queste caratteristiche sono l’ideale anche per il fissaggio dei fermavetri. 

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Anche questo tipo di vite ha un’utilizzazione che non è generalizzata, ma destinata a degli interventi di nicchia, per cui anche la disponibilità dimensionale è molto limitata, come si vede a pagina 34.
In compenso vengono proposte due versioni: con intaglio a croce Pozidriv e con intaglio Torx; naturalmente il trattamento protettivo è sempre scelto tra quelli destinati alle viti da utilizzare in ambienti dove è richiesta una resistenza alla corrosione notevole. 

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