giovedì 7 maggio 2020

SUPPORTO PER SMERIGLIATRICE (parte sesta)




Siamo giunti al termine del lavoro: il supporto per i pezzi da smerigliare è già assemblato ed adesso non resta che fissarlo in corrispondenza della mola di destra della mia smerigliatrice. 


Per il posizionamento mi servo di due morsetti grip per tenerlo in posizione, applicandoli sulle orecchie di fissaggio anteriori, poi trovo la posizione perpendicolare alla mola con piccoli colpi laterali finchè, facendo scorrere lateralmente il piano in plexiglass, non mi rendo conto che la distanza dalla mola rimane costante durante lo scorrimento.
Per segnalare la posizione uso del nastro adesivo blu con cui definisco la posizione dei due angoli interni delle orecchie di fissaggio, in modo da avere un riferimento certo quando dovrò riposizionarlo; ovviamente, prima di spostarlo, segno con una matita la posizione dei fori attraverso i quali passeranno i bulloni M8 che lo bloccheranno alla mensola.
Una volta tolto il supporto dalla sua posizione, provvedo ad effettuare i fori usando una punta da trapano di diametro 8,5 mm. per garantirmi un minimo di spazio di manovra per il fissaggio definitivo, che deve essere perfettamente in squadro. 


Naturalmente devo spostare anche la smerigliatrice per poter procedere correttamente alla foratura; poi rimonto il supporto senza stringere eccessivamente i bulloni che sono stati dotati inferiormente di una rondella Grower ciascuno per evitare che si svitino per effetto delle vibrazioni. Gli angoli realizzati con l’adesivo blu si rivelano fondamentali per il rapido posizionamento dell’attrezzo. 


Dopo aver rimontato la smerigliatrice al suo posto, ecco come si presenta il complesso. 


Il posizionamento del pianetto scorrevole in plexiglass può essere fatto estraendo il tubolare di 25 x 25 mm. quasi completamente come si vede dalla foto, ma la migliore stabilità si ottiene quando è rientrato quasi del tutto nel tubolare di 30 x 30 mm., cambiando ovviamente la posizione dei bracci di sostegno che vengono stretti dalle maniglie a ripresa.
A proposito di questo, mi sono accorto che le boccole in PVC nero che avevo realizzato per fissare al tubolare di 25 x x25 mm. i bracci più bassi si sono rivelate scivolose e, quando stringevo la maniglia a ripresa sulla vite che passa all’interno del perno centrale, la struttura non veniva bloccata in maniera efficace e tendeva a ruotare verso il basso anche se la pressione esercitata era bassa.
Ho dovuto pertanto rifare le boccole in acciaio per garantirmi la stabilità adeguata; un altro difetto che ho riscontrato è l’eccessiva profondità del pianetto superiore che, se funziona molto bene per i ferri da pialletto, crea dei problemi per l’affilatura degli scalpelli, soprattutto se la lama è stata affilata più volte e quindi si è accorciata notevolmente. 


Come si vede da questa foto, ho dovuto prepararmi un supporto in legno, fresato opportunamente, su cui appoggiare la lama in modo da tenerla sollevata quel tanto che permetteva al manico di non interferire con il piano scorrevole. 


In questa foto si vede che, con questo espediente, si riesce ad ottenere il corretto contatto tra lama e mola ma, se dovessi rifare questo attrezzo, penso proprio che dimezzerei la profondità del pianetto metallico e, di conseguenza, anche quella del piano scorrevole in plexiglass.
Un’ultima raccomandazione: l’uso della mola a secco è da limitare alle lavorazioni su scalpelli e ferri da pialla che sono stati danneggiati da urti contro parti metalliche o cadute, e sempre raffreddandoli con frequenza in un contenitore pieno d’acqua, in modo da evitare di stemprare gli utensili. L’affilatura vera e propria va effettuata su mole ad acqua a bassa velocità, oppure su pietre ad acqua per uso manuale.