lunedì 20 giugno 2022

Vetrinetta con farfalle (ultima parte)

 

Riprendo il discorso del cambiamento di forma delle farfalle mostrando l’altro lato del saldatore che ho preparato per fare assumere all’acetato la forma dei due stampi in legno che ho preparato. 


 
Però, quando ho cominciato a fare delle prove di piegatura, utilizzando dei pezzi di scarto rimasti dopo aver ritagliato le farfalle, mi sono accorto che l’acetato appoggiato su uno stampo (che naturalmente continuava a mantenere la sua forma piana in quella posizione) era quasi impossibile spingerlo verso il fondo con il saldatore riuscendo a deformarlo secondo l’asse longitudinale che passava per il corpo centrale della farfalla. Purtroppo si spostava da un lato o dall’altro compromettendo la piegatura che non avveniva nel posto giusto: come risolvere il problema?

L’unica soluzione “furba” che mi è venuta in mente è stata quella di incollare dei listelli sulle creste di ogni stampo in modo che risultassero sporgenti verso l’interno; in questo modo riuscivo a posizionare le farfalle già incurvate verso il basso ed in posizione fissa. 


 
Le prove successive però non sono state soddisfacenti: non riuscivo ad ottenere la piega esattamente sul corpo centrale della farfalla; nonostante il discreto abbassamento dell’acetato verso il fondo, la farfalla si spostava…bisognava migliorare il sistema!

A questo punto ho realizzato una specie di forchetta in legno che mi permettesse di schiacciare le farfalle sul fondo degli stampi, ma permettendo il passaggio della lastrina di alluminio per fare il suo lavoro. 


 
Le prove successive mi hanno dato ragione: il sistema era quello giusto! 


 
A questo punto ho cominciato a piegare tutte le farfalle usando alternativamente i due stampi e mi sono accorto che bisogna fare molta attenzione alla temperatura del saldatore; i risultati cambiano in funzione del calore trasmesso all’acetato: finchè la lastrina di alluminio era in fase di riscaldamento l’operazione si svolgeva con un’applicazione di un paio di secondi.

Quando il saldatore arrivava a regime il tempo in cui lo si doveva appoggiare si riduceva a pochi decimi di secondo e confesso che finchè non ho capito il problema ho tagliato in due un paio di farfalle per fusione del materiale.

Comunque ho terminato il lavoro e, nonostante i due cadaveri, ne avevo abbastanza per ottenere una buona decorazione; ho quindi cominciato ad incollarle sui vari rametti in cui si divideva il ramo di melograno nano che avevo verniciato. Il collante che ho usato era un prodotto a base cianoacrilica ma più denso dei soliti che si comprano (forse anche perché aveva qualche anno).

Questo fatto richiedeva di mantenere in posizione ogni farfalla per un tempo più lungo del solito, anche perché ne usavo un quantitativo tale da riempire gli spazi tra le farfalle ed i rametti, che non erano ovviamente diritti. Il risultato è stato comunque buono. 


 
Completato il posizionamento delle farfalle ho potuto montare la gabbia, ormai chiusa con il plexiglass, che era stato abbondantemente trattato con un prodotto antistatico per tenere lontana la polvere. 


 

 

 

 

venerdì 10 giugno 2022

Vetrinetta con farfalle (parte terza)

 

Riprendendo il discorso dell’allungamento dei fermavetri, devo dire che la prima impressione nell’uso della Titebond è stato positiva perché, come viene specificato di solito, con questo prodotto non c’è l’effetto scivolamento dei pezzi che invece è tipico delle colle viniliche tradizionali.

Questo mi ha facilitato non poco nel mantenimento in sede dei pezzi da incollare mentre li fissavo con alcuni elastici ottenuti da una vecchia camera d’aria della mia moto di una volta. 



Ho aspettato una giornata prima di togliere gli elastici; era un incollaggio di testa quindi più difficile rispetto ad uno di piatto e volevo essere sicuro di non ritrovarmi con i due pezzi staccati quando avessi cominciato a carteggiarli per ripulirli.

La colla si è comportata molto bene e, dopo la carteggiatura, le linee di colla nei punti di giunzione non risultano molto evidenti, è più la differenza della venatura che mette in risalto il cambio del legno. 


 
La foto precedente mostra i fermavetri carteggiati, ma non tagliati ancora a misura e non verniciati.


 
In questa foto invece i listelli sono stati tagliati alla giusta lunghezza e sono stati già verniciati. La linea di giunzione viene evidenziata dalla verniciatura, comunque trovo che il risultato sia migliore rispetto ad un incollaggio effettuato con una vinilica tradizionale, come si nota nella foto in primo piano seguente. Rimane sempre il fatto che risulta più evidente il cambio di venatura; comunque procedo al montaggio di questi ultimi fermavetri e il difetto non si nota se non lo si va a cercare di proposito. 


 
Visto che il titolo di questa serie di articoli parla di farfalle, è ovvio che ho deciso di aggiungere al ramo dentro alla struttura un certo numero di farfalle per dare una piacevole nota di colore all’insieme.

Quindi il passo successivo da fare è scaricare da Google l’immagine di alcune farfalle con una definizione sufficiente a renderle realistiche. 


 

Carico il file su una chiavetta USB e vado in copisteria dove mi faccio stampare il numero necessario di farfalle su alcuni fogli di acetato trasparente; la stampa risulta perfetta e quindi adesso dispongo di un certo numero di farfalle su un supporto di materiale plastico che posso deformare a mio piacimento.

Per deformazione intendo: dare alle figure una piegatura lungo l’asse centrale per ottenere delle farfalle con le ali aperte con angoli diversi. Prima di tutto devo ritagliare con le forbici le farfalle dal foglio di acetato, poi devo crearmi un paio di “stampi” in legno in cui piegarle utilizzando l’unica cosa che può dare un buon risultato: il calore.

Per risolvere il problema degli stampi incollo delle sagome in legno che ho ricavato da un paio di righetti tagliati ad angoli diversi con la troncatrice. 


 
Naturalmente la dimensione degli stampi a V è stata calibrata sulla dimensione delle farfalle; adesso bisogna inventarsi un sistema per piegare le farfalle lungo l’asse longitudinale in modo che l’acetato, che è attualmente piano, possa assumere la forma degli stampi a V e mantenerla.

Il sistema che penso possa funzionare è quello di usare un saldatore a martello per stagnare per fornire il calore opportuno per modificare la forma delle farfalle, solo che la punta è troppo grossa e non si adatta agli angoli degli stampi che sono più stretti. La soluzione che decido di utilizzare per risolvere è questa: applicare una lastrina di 1,5 mm. adeguatamente appuntita frontalmente al saldatore. 


 
L’alluminio è un ottimo conduttore di calore ed il contatto diretto con la testa del saldatore, ottenuta con due viti con dado, mi garantisce che l’estremità della lastrina riesca a raggiungere la temperatura sufficiente per piegare l’acetato.

 

(fine terza parte)