martedì 5 agosto 2014

LA FERRAMENTA: LE CERNIERE





Le cerniere erano già conosciute nell’antichità ed il loro principale sviluppo si è compiuto soprattutto con l’avvento dei mobili, come elemento di vita quotidiana nelle case della gente.
La forma delle cerniere ha avuto diverse evoluzioni ed è andata di pari passo con le varie necessità e le funzioni che dovevano assolvere: dall’apertura del coperchio di un semplice cofanetto, al complicato movimento della porta blindata di un caveau di una banca.
Cambiano le dimensioni ed i materiali per far fronte ai diversi carichi che devono sostenere, cambiano le forme per avere funzionalità ed eleganza, ma la funzione resta sempre la stessa: permettere l’agevole apertura e chiusura di uno “sportello” vincolato ad un contenitore.
Naturalmente la tecnologia degli ultimi decenni ha permesso di costruire cerniere con caratteristiche sempre più sofisticate ed anche complicate; parlando della cerniera usata per la costruzione dei mobili, possiamo notare che fino ai primi anni del dopoguerra per l’arredamento si utilizzavano le cerniere che il mercato offriva in quel momento, cioè: le cerniere a libro e quelle a nastro. 


Poi le cose sono cambiate quando l’arredamento ha compiuto una svolta decisiva, introducendo i mobili componibili, soprattutto le cucine. C’è stata anche una continua ricerca estetica e si è voluto nascondere tutto ciò che poteva disturbare la bellezza del mobile; pertanto si sono studiate delle cerniere che permettessero di aprire e chiudere gli sportelli, senza però che se ne notasse la presenza quando il mobile era chiuso.
Sono nate così, nei primi anni ’60 le cerniere “a scodellino”, che sono note anche come cerniere “da cucina”, perché proprio in questi mobili hanno fatto la loro prima apparizione.
Naturalmente, visto il successo di questo nuovo tipo di ferramenta nei mobili componibili da cucina, la cerniera a scodellino si è cominciata ad usare anche per tutti gli altri mobili dell’arredamento contemporaneo: dai mobili da soggiorno, agli armadi, ai mobili da bagno.
L’importante era costruire dei mobili in cui non si vedessero le cerniere e, nell’evoluzione del mobile moderno, si è arrivati alla nascita del mobile “a spalla continua”, cioè a quella serie di mobili che si potevano assemblare creando strutture con larghezza a piacere, utilizzando dei moduli di dimensioni predefinite, ma che si potevano comporre sviluppandole teoricamente all’infinito.
Bastava aggiungere dei ripiani ed un altro fianco, poi altri ripiani ed un altro fianco, fino a raggiungere la larghezza desiderata.
Chiaramente l’applicazione degli sportelli su queste strutture avveniva in modi diversi, in funzione della diversa disposizione e posizione degli stessi; per poter permettere la loro normale funzione di apertura e chiusura senza interferenza con gli sportelli adiacenti; le cerniere furono diversificate in tre tipologie principali: in battuta, in mezza battuta e a filo (detta anche in luce).
Probabilmente non ci avete mai fatto caso, ma sono strutturalmente diverse e la differenza sta nella dimensione del cosiddetto collo che è la parte del braccio della cerniera che si aggancia allo scodellino.
La cerniera in battuta è la tipica cerniera da cucina, in cui il movimento dello sportello è legato ad una carcassa chiusa, che ha i fianchi di spessore generalmente variabile da 18 a 20 millimetri e, come si nota dal disegno, con questo meccanismo lo sportello “batte” sui fianchi, coprendo lo spessore degli stessi quasi completamente. 

CERNIERA  IN  BATTUTA        www.hettich.it

Le cerniere in mezza battuta si usano invece quando due sportelli devono essere incernierati sullo stesso fianco (situazione molto frequente negli armadi e nei mobili a spalla continua); come si può vedere, il sormonto dello sportello nei confronti del fianco è molto minore, perché va condiviso con l’altro sportello e, tra i due deve rimanere lo spazio sufficiente all’apertura contemporanea delle ante (altro nome per indicare gli sportelli). L’alternativa è costituita dalla possibilità di utilizzare fianchi mosto grossi, ma risulterebbe decisamente antieconomico e di difficile gestione durante il montaggio.

CERNIERE  IN  MEZZA  BATTUTA          www.hettich.it

L’ultimo caso, quello della cerniera a filo, è quello meno frequente; utilizzando questo tipo di ferramenta si viene a peggiorare l’estetica del mobile, perché con lo sportello in luce si viene a mettere in evidenza tutta la struttura del mobile (fianchi e ripiani) che invece rimane nascosta nei casi precedenti. E’ una soluzione che si utilizza volutamente quando i fianchi hanno il bordo anteriore con una conformazione particolare, che si vuole evidenziare, mantenendo spesso gli sportelli in battuta sui ripiani.

CERNIERA  A  FILO           www.hettich.it

Le prime cerniere che fecero la loro comparsa erano molto semplificate, spesso avevano lo scodellino in plastica alettato esternamente, e venivano incastrate nel foro praticato nello sportello con un colpo secco, senza l’uso di viti di fissaggio; inoltre avevano la possibilità di essere registrate solo in profondità (molto rudimentale) ed in larghezza. 

www.hettich.it


In seguito c’è stato un miglioramento continuo ed oggi, guardando le caratteristiche di questa cerniera della HETTICH, sappiamo che possiamo disporre di cerniere registrabili nelle tre direzioni dello spazio, con il montaggio a scatto (quindi senza perdere tempo a fissarle con la vite sulla basetta).
In aggiunta a questi miglioramenti, dal 2004 la HETTICH ha iniziato a produrre dei modelli di cerniera dotati di ammortizzatore esterno, per poter lasciare andare lo sportello, in chiusura, senza farlo sbattere; nel 2007, sempre per migliorare l’estetica della cerniera, che oggi è importante che sia bella da vedere anche quando si apre lo sportello, l’ammortizzatore è stato portato all’interno del gambo, quindi invisibile, mantenendo la stessa funzionalità.