domenica 2 luglio 2017

LE LAME PER SEGHE CIRCOLARI (terza parte)




Proseguendo nella spiegazione della forma delle placchette al Widia che costituiscono i denti delle lame per le seghe circolari attuali, notiamo che nella prima riga in alto dello schema mostrato nell’articolo precedente i due denti al centro hanno la stessa forma, ma simmetrica; la loro funzione è quella di tagliare il pannello rifinendolo solo da un lato, che è sempre quella dove la placchetta ha l’angolo acuto in alto.
Questo tipo di lama si usa soprattutto nelle macchine che squadrano i pannelli di truciolare o Medium Density usciti dalle presse (ovviamente una a destra ed una a sinistra del pannello); queste lame sono generalmente dotate di truciolatori esterni, che sono dei settori dentati applicati alle lame per polverizzare il residuo della rifilatura dei pannelli ed agevolarne l’asportazione mediante il sistema di aspirazione. 



Esistono anche degli incisori con lo stesso tipo di dente, che vengono utilizzati quando il taglio perfetto deve essere eseguito solo da un lato e vengono tarati come un incisore con dente conico, spostandoli lateralmente fino alla posizione opportuna e facendo lavorare solo il lato più alto della placchetta dove c’è l’angolo acuto.

Un altro dente sagomato in maniera particolare ed è do uso generale è l’ultimo in basso nello schema, quello che viene definito “sbozzatore”; le lame con questo tipo di dente sono generalmente utilizzate per il taglio delle materie plastiche.
I denti con la forma a cuspide o solo trapezoidali hanno un uso limitato e destinato a lavorazioni specifiche su richiesta del cliente.
Per concludere il discorso su queste placchette, vorrei ricordare che il Widia non è un materiale che ha sempre le stesse caratteristiche costruttive; gli utensili che vengono prodotti utilizzando questo materiale possono avere funzioni diverse e lavorare materiali diverse, infatti con le lame al Widia si possono tagliare anche i metalli: dalle leghe di alluminio (che è quello che si taglia più facilmente, anche con le lame per il legno) fino alle leghe di acciaio, oppure materiali per l’edilizia. 


Naturalmente per questi casi cambia la composizione dei materiali e la granulometria del carburo di tungsteno, oltre ai leganti per la sinterizzazione del materiale; inoltre i denti che supportano le placchette vengono costruiti più robusti perché lo sforzo di taglio aumenta.

Restando comunque nel campo delle seghe circolari in generale, per dare rigidità alle lame ed evitare che oscillino durante la rotazione, viene eseguita un’operazione che si chiama “tensionatura” e viene effettuata da una macchina che preme una rotellina sul corpo lama, producendo un leggero solco circolare subito all’interno della dentatura. 



Questo solco è sufficiente ad irrigidire la lama, creando una specie di “nervatura” che permette di effettuare tagli perfettamente lineari e senza vibrazioni laterali. 



Un altro fattore importante è lo spessore della lama, e con questo si intende lo spessore in corrispondenza dei denti; le lame non hanno tutte lo stesso spessore (che varia da 2 mm. circa a 5 mm. circa) e di solito questo aumenta con l’aumento del diametro, che a sue volta è legato al tipo di macchina.
Ci sono però dei casi in cui conviene utilizzare gli spessori sottili e questo capita quando si lavora del legno molto pregiato, in cui si cerca di limitare al minimo lo scarto, quindi anche quello dei tagli longitudinali e trasversali.