sabato 4 ottobre 2014

LE GIUNZIONI AD ECCENTRICO



I mobili, che siano dotati di sportelli oppure no, sono comunque di due tipi: mobili incollati (come gli elementi di una cucina componibile), oppure mobili da assemblare, e quindi da montare in loco e con la possibilità di essere smontati con facilità, per poter essere trasferiti in un altro locale e rimontati.
Per fare questo, la struttura del mobile deve essere lavorata in maniera diversa da quella dei mobili incollati e la differenza sta nella preparazione dei fianchi, dei ripiani e degli zoccoli con opportuni elementi di ferramenta specifica, per poterli assemblare in maniera stabile ed adatta a reggere il peso per cui sono stati progettati.
La lavorazione principale di questi mobili è destinata all’accoppiamento dei fianchi con la base ed il cappello del mobile (se non è molto alto), oppure base, cappello e ripiano intermedio, se il mobile supera un’altezza che è generalmente un metro e mezzo.
I fianchi vengono forati sui lati, in corrispondenza del contatto con gli elementi orizzontali effettuando, per ciascuno di essi, due fori destinati ad ospitare le spine di legno (che avranno il foro corrispondente nei piani orizzontali) e che servono come perni di riferimento per un accoppiamento perfettamente allineato, sia in altezza sia in profondità.
Questi però sono solo perni di allineamento, mentre la struttura del mobile richiede che si debba procedere al bloccaggio delle parti fra loro, per dare solidità al mobile. Per ottenere questo risultato, sui fianchi vengono praticati altri due fori di fianco a quelli precedenti, che ospiteranno le bussole ad espansione, in ottone, che si vedono al centro della pagina 1083 del catalogo della HETTICH. 

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Dentro a queste bussole (che sono filettate internamente) vengono avvitati i perni, chiamati tasselli dalla HETTICH, e che si vedono subito sopra; questi, penetrando all’interno della bussola, ne provocano l’espansione della parte più interna in modo da farle aggrappare, con le alette, saldamente al fianco che spesso internamente è costituito da truciolare.
Nel frattempo la base, il cappello e l’eventuale ripiano intermedio vengono forati con una punta al Widia, del diametro opportuno, per ospitare l’eccentrico, il quale ha al suo interno un canale a forma di spirale predisposto per ospitare la testa del perno che abbiamo infilato nel fianco.
Una volta inserito il perno nell’eccentrico, già inserito nel fianco, bisogna fare ruotare in senso orario l’eccentrico stesso in modo che il suo percorso interno a spirale attiri il perno (e con esso il fianco) verso il proprio centro, accostando così le due parti e tenendole unite saldamente.
Ad operazione completata, per nascondere l’unica parte in vista della ferramenta, cioè l’eccentrico, si può applicare un tappo di plastica che migliora l’estetica del mobile; il montaggio completo lo si può vedere nella pagina 1083 che mostra, al centro, anche una sezione dell’assemblaggio completato e dotato di tappo.
Naturalmente gli eccentrici, i perni e le bussole possono avere forme, dimensioni e sistemi di fissaggio diversi. 

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Infatti nella pagina 1082, in alto, si può vedere un perno che si infila dentro un foro di 5 mm. di diametro, senza bisogno della bussola; nella parte bassa della stessa pagina viene mostrato un perno a doppia testa che viene usato quando il fianco è sottile ed i piani si trovano alla medesima altezza.
Per cui si pratica un foro passante e si infila il perno come in figura, si blocca con l’eccentrico il piano di sinistra, portando l’anello Seeger a contatto dell’altro lato del fianco, che lo mette in trazione, poi si inserisce il piano di destra che si può tirare tranquillamente con l’eccentrico, in quanto il perno è trattenuto dall’eccentrico sul lato opposto.