domenica 9 aprile 2017

UNA VETRINETTA (parte sesta)




Siamo arrivati ad un punto in cui dobbiamo fare una scelta: o incolliamo i pezzi grezzi e diamo il fondo e la vernice con le strutture montate, oppure diamo il fondo e la vernice e poi incolliamo le varie parti quando la finitura è abbondantemente asciutta. Se adottiamo la prima soluzione possiamo usare la colla vinilica e faremo un po’ più di fatica nel carteggiare il fondo, ma le fessure di connessione si vedranno meno; con la seconda soluzione il prodotto che ci garantisce un incollaggio adeguato è la colla poliuretanica, che si aggrappa anche sulla vernice.
Il rovescio della medaglia è che questa colla produce anidride carbonica reagendo con l’umidità e genera schiuma che, se compare all’esterno, va rimossa immediatamente con uno straccio o una spugna altrimenti quando è secca è molto difficile da togliere senza graffiare le superfici già verniciate.
In compenso abbiamo fatto molta meno fatica a dare il fondo, carteggiarlo e dare la vernice. Io ho deciso di seguire la prima procedura.  
Adesso possiamo quindi cominciare ad incollare i vari pezzi grezzi, partendo dalla struttura dello sgabello e precisamente da due gambe ed il traverso più lungo, inserendo i tasselli Domino nelle fresate preparate precedentemente. 


Il traverso realmente incollato è quello in alto (dove si nota ancora l’umidità lasciata dalla spugna bagnata che ho utilizzato per asportare l’eccedenza della colla vinilica); quello più in basso serve solo come aiuto per mantenere le gambe alla giusta distanza durante l’incollaggio.
Per essere sicuri di aver fatto un buon lavoro dobbiamo controllare con il metro che le due diagonali siano perfettamente uguali, garantendoci così che gli elementi siano in squadro.
Dopo avere fatto altrettanto con la gambe restanti ed atteso che la colla si sia seccata, possiamo incollare i due traversi corti che collegheranno le due strutture precedenti. 


Quando i morsetti vengono tolti ci ritroviamo con una struttura solida e perfettamente incollata: 


Osservandola dall’alto notiamo diversi fori: quelli nei traversi corti e quelli più esterni dei traversi lunghi sono passanti e svasati sotto e serviranno per fissare lo sgabello con le viti al piano inferiore della vetrinetta; gli altri quattro fori sono ciechi ed ospiteranno le spine di riferimento per un assemblaggio perfetto.
Per accoppiare con sicurezza questi due pezzi sistemiamo il piano in orizzontale, tenendolo rovesciato in modo da avere in vista la parte che risulterà quella di sotto e, dopo aver inserito i marcafori nei fori ciechi dello sgabello, lo appoggiamo delicatamente sul piano prendendo il filo posteriore come riferimento; poi centriamo lateralmente lo sgabello sul piano e tenendolo come si vede in questo angolo. 


Adesso possiamo premere con decisione lo sgabello contro il piano, in modo che i marcafori lascino la loro traccia, che ci segnala dove dovremo forare per alloggiare le spine da 6 mm.. 


Guardando un angolo più da vicino possiamo notare i particolari. 


Poi inseriamo le spine 


E possiamo infilare le viti 4,5 x 70 per collegare stabilmente le due parti. 


Una volta raddrizzato il tutto, possiamo osservare se abbiamo svolto correttamente il lavoro.





                                                                                                                         (fine sesta parte)